Guide al museo

Il progetto intende coinvolgere un gruppo di studenti delle scuole superiori del Liceo Scientifico Quadri del Comune di Vicenza in momenti formativi all’interno delle sale del Museo Diocesano di Vicenza, finalizzati alla valorizzazione e all’estensione di quanto appreso durante il percorso scolastico.

Il gruppo di studenti, eccezionalmente “guide museali” per compagni, famiglie e turisti, verrà accuratamente preparato dagli organizzatori del ciclo di mostre di arte contemporanea così da avvicinare i giovani al piacere della bellezza, al lavoro della divulgazione culturale, alla comprensione dei significati profondi che spesso si celano dietro ad un processo artistico.

Il progetto espositivo prevede inoltre l’abbinamento ad esperienze didattiche in grado di guidare gli studenti all’interpretazione critica della bellezza, dell’arte come mezzo comunicativo ed espressivo, alla funzione dell’arte contemporanea come strumento per affrontare temi sensibili legati all’esistenza e al rapporto dell’uomo con l’ambiente circostante. In particolare, attraverso le opere esposte, saranno invitati a riflettere sui temi sensibili affrontati dall’Agenda 2030 e sugli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Il coinvolgimento attivo degli studenti avrà come obiettivi principali avvicinare l’arte e le tematiche sensibili alle giovani generazioni e sviluppare nei giovani competenze utili ad ampliare la propria conoscenza potenziando nuove skills. Le attività in museo saranno inoltre l’occasione per riflettere sui percorsi formativi e professionali futuri.

L’attività si rivolge a studenti di quarta e quinta e sarà riconosciuto come attività per il PCTO.

Calendario degli incontri:

Tutti gli incontri si terranno presso il museo diocesano, piazza del Duomo 12, Vicenza

Incontri di formazione

17 marzo ore 15-17

18 marzo ore 17-19 (in occasione della inaugurazione della mostra)

Incontri operativi (gli iscritti svolgeranno l’attività di guide alla mostra)

5 aprile ore 15-17

7 aprile ore 15-17

13 aprile ore 15-17

Link per l’iscrizione:

https://forms.gle/PL9Xoxu5GmVDZLeWA

Tutor aziendale interno
Prof. Stefano Salvetti

Tutor aziendale esterno
Dott.ssa Manuela Mantiero segreteria di direzione e responsabile servizi educativi del museo diocesano

Collaborazione esterna
Dott.ssa Chiara Franceschini didattica museale e curatrice di eventi culturali

La prima delle 7 mostre museali del ciclo RE-GENESIS vede esporre due artisti molto legati alla luce e al buio,  elementi creati nella Genesi il primo giorno: Julia Bornefeld e Marco Gradi modellano catrami, ruggini, gomme e carbone.

Oltre le Tenebre, dal ciclo RE-GENESIS, mostra bipersonale sull’impatto dell’energia sul pianeta e sulle persone
dal 18 marzo 2022 al 12 giugno 2022

mostra a cura di Sandro Orlandi Stagl e Chiara Franceschini
Museo Diocesano di Vicenza – apertura venerdì 18 marzo dalle 18:00

 

La mostra Oltre le Tenebre apre un nuovo ciclo di mostre RE-GENESIS del Movimento Arte Etica, ampliato e studiato per il Museo Diocesano di Vicenza, ripercorrendo metaforicamente i 7 giorni della creazione descritti nella Genesi Biblica, come filo guida ispiratore per gli artisti e messaggio di Rinascita, dopo un periodo così difficile per tutta l’Umanità.  Le grandi crisi ci sono sempre state e, storicamente, hanno suscitato grandi rinascite, quindi anche l’arte si deve interrogare su come rivedere i paradigmi che disegneranno il prossimo futuro dell’umanità, immaginandosi un mondo migliore di come era prima della grande crisi pandemica mondiale.

 

Oltre le tenebre
1° giorno, creazione della luce e del buio

 

Genesis significa origine e in ebraico corrisponde a Bereshit cioè in principio.

In principio le tenebre ricoprivano l’abisso, il nulla, e Dio disse “sia la luce” e la luce fu. Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte.

Julia Bornefeld e Marco Gradi, separando la luce dalle tenebre, hanno dato forma alle loro visioni e ai loro turbamenti e hanno ricreato immagini nuove e stimolanti. Sono andati oltre: Marco Gradi, mostrandoci i danni all’ambiente conseguenti ad un contradditorio progresso, ci porta a riflettere sul rispetto e l’amore per la natura. Sviluppando le trame espresse nel suo Manifesto Etico “Il ciclo del petrolio”, spinge il pubblico a riflettere sulle reali conseguenza che l’abuso dei combustibili fossili ha portato all’ambiente, sia per i disastri ambientali generati da incidenti durante l’estrazione e il trasporto, sia per l’azione di rilascio in atmosfera di gran parte della CO2, che la natura aveva catturato e conservato sotto terra nel corso di milioni di anni di azione della fotosintesi clorofilliana.

Julia Bornefeld, portando alla luce l’ambivalenza dei rapporti umani, ci invita ad apprezzare le sensibilità delle persone, nella varietà delle culture. Essa si interroga su come la comunicazione fra le persone, fra gli animali e gli esseri viventi in genere sfugga ancora alla completa comprensione da parte dell’uomo e dipinge una serie di grandi opere denominate “Morphic fields”, ipotizzando forze sconosciute o non ancora del tutto ben interpretate che consentono di comunicare velocemente anche a grandi distanze. Forse si tratta semplicemente di affinità elettive e di sensibilità comuni, ma riflettere su questi temi porta a corto circuiti culturali e visivi che ci fanno vedere il nostro immaginario davanti alle sue opere.

Luce e buio, bianco e nero, giorno e notte si confrontano e si contrappongono in questa mostra che in parte dialoga con la collezione permanente del museo.

La mostra, pensata anche con idee e opere site-specific, presenterà dipinti, sculture, installazioni e video.

Special Guest per tutto il ciclo delle 7 mostre sarà un’installazione interattiva del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, che farà riflettere i visitatori sui 17 punti dell’Agenda 21 dell’ONU, un programma di cambiamento e crescita da attuare entro il 2030.

 

Le visite al Museo possono essere prenotate gratuitamente e sarà possibile fare richiesta di visita guidata, anche per gruppi di persone.

 

Esiste un servizio dedicato agli appassionati e ai collezionisti che potranno fare domande dirette agli artisti e al curatore attraverso il Direttore della mostra, scrivendo a: paolo.mozzo@artantide.com.

 

Oltre le tenebre
1° giorno, creazione della luce e del buio
Dal 18 marzo al 12 giugno 2022

 

Location: Museo Diocesano di Vicenza, Piazza del Duomo, 12, 36100 Vicenza
Orario di apertura: dal lunedì alla domenica ore 14.00 – 18.00
Vernissage: venerdì 18 marzo 2022, 18.00 – 20.00
Sito web: http://www2.museodiocesanovicenza.it/it/
info: Tel 0444 226400, Fax 0444 226404
email: museo@vicenza.chiesacattolica.it
info sulle opere:  paolo.mozzo@artantide.com
Artisti: Julia Bornefeld, Marco Gradi
Direttore del Museo: Mons. Francesco Gasparini
Commissario: Paolo Mozzo
Curatori: Sandro Orlandi Stagl e Chiara Franceschini
Autore testo critico: interviste agli artisti di Sandro Orlandi Stagl

 

Biografia Sintetica Julia Bornefeld

Julia Bornefeld è nata a Kiel, in Germania, nel 1963. Ha studiato pittura presso la Fachhochschule für Gestaltung nella sua città natale tra il 1984 e il 1989, frequentando contemporaneamente, in un periodo di due anni, dal 1986 al 1987, corsi presso l’Accademia di Belle Arti a Venezia, tenuti da Emilio Vedova, e all’Akademija Likovna Umjetnost a Lubiana.

Nel 1990 ha ricevuto il premio Joe und Xaver Fuhr-Stiftung e per la cultura il premio Land Schleswig-Holstein. L’anno seguente ha vinto il premio Gottfiried Brockmann nella città di Kiel, mentre nel 2006 ha vinto il Premio Icona di ArtVerona grazie al quale il suo lavoro è diventato il logo della mostra per l’anno successivo.

Nel corso degli anni ha esposto in numerose mostre personali a livello nazionale e internazionale portando le sue opere a Bolzano, Innsbruck, San Gallo, Amburgo, Monaco, Amsterdam, Toronto e Colonia.

Ha partecipato a diverse mostre collettive, tra cui la mostra Generation 2000 presso la Basilica Palladiana di Vicenza (area LAMec e area del Salone degli Zavatteri), la mostra internazionale di sculture alla Mandria – Villa dei Laghi (Venaria Reale) a Torino, che nel 2002 ha visto la Bornefeld partecipare, tra gli altri, con artisti come Antony Gormley, Anish Kapoor e Arnaldo Pomodoro, e Scultura nel 2005 alla Galerie Elisabeth & Klaus Thoman di Innsbruck con Jimme Durham, Michael Kienzer, Martin Kippenberger, Sarah Lucas ed Erwin Wurm.

Il suo lavoro si estende sicuramente a diversi tipi di media e a vari approcci. I dipinti, le sculture, i video, le installazioni e le performance che mette in atto sviluppano un linguaggio ampio ed eclettico che riesce a dimostrarsi unito grazie alla tensione energica e talvolta violenta che viene infusa in ogni singolo lavoro. I temi principali della poesia di Julia Bornefeld riguardano la storia, le dinamiche del potere e del vincolo, il corpo nella relazione tra uomo e donna, l’aspetto creativo esistente nella distruzione e l’ambivalenza nelle relazioni sociali.

Vive e lavora tra Berlino e Brunico (BZ).

 

  • Sintesi ristretta delle mostre personali e collettive recenti più importanti:
    2013, Final Play, Galerie Paul Hafner, St. Gallen, Svizzera
  • 2014, Vanity and High Fidelity, ZKM Museum, Karlsruhe, Germania
  • 2015, Sublime, Kunstraum Bernsteiner, Wien, Austria
  • 2016, Ephemere, Kunsthaus, Graz, Austria
  • Morphic fields, Galerie Elisabeth & Klaus Thoman, Wien, Austria
  • 2017, Corpo a Noleggio, ARTantide,com Gallery, Verona
  • 2018, Percorso Arte Etica, ARTantide.com Gallery, Verona
  • ARTEOLOGIA, Museo Nazionale Archeologico di Venezia
  • 2019, Oltre l’Etica, 14° Biennale di Curitiba, MUPA, Curitiba, Brasile
  • Sconfinamenti, Festung Franzensfeste, Fortezza
  • Mental Recycling, Science Gallery Venice, Università Ca’ Foscari, Polo San
  • Giobbe, Venezia
  • 2020, ARTEOLOGIA. Oltre l’Etica, Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza
  • Il Carattere dell’Arte, ARTantide.com Gallery, Verona
  • Selezione di opere in Collezioni Pubbliche e Private:
  • Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum, Innsbruck (A)
  • Stadtgalerie Kiel, Kiel (D)
  • Kunsthalle zu Kiel, Kiel (D)
  • Landeshaus der Landesregierung Schleswig – Holstein, Kiel (D)
  • Städtisches Museum Flensburg, Flensburg (D)
  • Museumverbund Nordfriesland, Nissenhaus, Husum (D)
  • Südjütlandisches Kunstmuseum, Tondern, (DK)
  • Kunstsammlung, Autonome Provinz Südtirol, Bolzano (I)
  • Kunstsammlung RLB, Raiffeisenbank Tirol AG, Innsbruck (A)
  • Raiffeisen Kunstsammlung, Bolzano (I)
  • Raiffeisen Kunstsammlung, Brunico (I)
  • Lentos Kunstmuseum Linz, Linz (A)
  • Museion, Museum für moderne und zeitgenössische Kunst, Bolzano (I)
  • Landesmuseum Schloss Tirol, Dorf Tirol (I)
  • Grafikmuseum, Brunico (I)
  • Galleria d`Arte Moderna Achille Forti, Verona (I)
  • Collezione Marcegaglia, Mantova (I)
  • Fondazione Antonio Dalle Nogare, Bolzano (I)
  • Sammlung Otto van de Loo, München (D)
  • Privatsammlung Johannes Kastner, Lienz (A)
  • Art Gallery of Nova Scotia, Halifax (CA)
  • Privatsammlung Christoph Gröner (D)
  • Walter Ammon Stiftung, Bolzano (I)
  • Ottella Winery, Peschiera del Garda (I)
  • Kunstsammlung Mezzanin, Lichtenstein (LI)

 

Biografia sintetica di Marco Gradi

 

Marco Gradi è nato a Mantova il 13 dicembre 1955.

Ha conseguito la Maturità artistica applicata presso l’Art State Institute della sua città nel 1974; si è iscritto all’Accademia di Belle Arti di Bologna e si è laureato in pittura nel 1978. Quindi ha iniziato l’attività artistica durante l’Accademia, prendendo parte alle mostre collettive organizzate dal liceo, per realizzare poi la sua prima mostra personale intitolata “RE / Veil” alla Galleria Il Chiodo di Mantova nel 1979.

Nel 1980 ha partecipato ad “Accursia” a cura di Concetto Pozzati, presso il Palazzo d’Accursio di Bologna; l’anno successivo ha esposto alla Galleria Il Chiodo, a Mantova, e, nel 1982, alla Galleria Tommaseo di Trieste con la mostra “Un’ipotesi visiva”, poi alla Galleria San Fedele di Milano nel 1984.

Negli anni seguenti Gradi ha partecipato a numerose manifestazioni nazionali; nel 1983 è stato invitato a Suzzara alla mostra “Otto giovani artisti in galleria” voluta dalla Civic Gallery locale di Arte Contemporanea; l’anno successivo, alla Casa del Mantegna, è stato uno dei partecipanti alla mostra “Squilibri”, e con Chiara Dynys ha allestito una mostra personale presso la Libreria Einaudi Gallery di Mantova.

Nel 1984 ha partecipato alla Biennale dei giovani di Faenza e alla Biennale dei giovani itinerante, entrambi sponsorizzati dalla Galleria della Città d’Arte Moderna di Bologna; inoltre, ha esposto alla Galleria Ferrari di Verona in due occasioni, presentando con Zanzibar un importante ciclo di opere.

A questi è seguito il ciclo dei Piccoli Atlanti, ordinato in una mostra personale presso la Galleria Corraini di Mantova nel 1986; le rappresentazioni dell’Arcipelago Occidentale, presentate a Graz nel 1987 e, dopo la sua partecipazione alla XXXIII edizione del Premio Suzzara nel 1993, a Brescia nel 1994; per arrivare al ciclo di Alambrando realizzato tra il 1997 e il 1999.

Negli anni Novanta ha realizzato alcuni allestimenti a Monaco, Colonia, Vienna, fino a quelli a Orlando, in Florida, e a Tsukuba, in Giappone.

Nel 2000, dall’8 aprile al 30 giugno, ha partecipato alla mostra “Arte a Mantova 1950-1999” nell’appartamento Isabella d’Este a Palazzo Ducale a Mantova.

Marco Gradi, al di là della sua attività di pittore, si occupa di ricerche sulle opere d’arte del passato, una ricerca che assume un principio legato alla morfologia pittorica: la conformità, la struttura, l’analisi strutturale dei pigmenti, la stratigrafia, la percezione visiva. La semiologia sul corpo della pittura. Sue sono le ricerche e gli studi su Baschenis, Lo Spagnoletto, Domenico Zeni e altri artisti con caratteristiche coeve.

Nel 2004 fonda la rivista “La Tenda Rossa”, con Sabine Frank e Marco Paladini, con la collaborazione dell’Editore Campanotto (diffuso in Italia dalle librerie Feltrinelli).

 

Selezione di mostre recenti:

  • 2006 Liberamente, Parallel Events, Manifesta7, Palazzo Libera e Museo Diocesano, Villa Lagarina
  • 2009 Hot Art Fair, Performance, Basilea, Svizzera
  • 2010 Art Festival Ptuj, Performance pubblica, Ptuj, Slovenia
  • 2011 Dialogue, Chateaux de Forges, Concremier, Francia
  • 2012 L’Iconografie de la Croix, Chapelle de Marcilly, Liglet, Francia
  • 2015 Elisir di lunga vita, 3° Biennale Italia – Cina, Castello di Serralunga, Serralunga d’Alba
  • Die Lichtenberg Norm, Zwitschermaschine, Berlin
  • 2016 Metamorphosis, 4° Biennale Italia – Cina, Club Monet, Beijing, China
  • Della Luce e del Buio, ARTantide.com Gallery, Verona
  • 2018 Percorso Arte Etica, ARTantide.com Gallery, Verona
  • ARTEOLOGIA, Museo Nazionale Archeologico di Venezia
  • 2019 Oltre l’Etica, 14° Biennale di Curitiba, MUPA, Curitiba, Brasile
  • Angeli e Artisti, Museo di S. Maria della Scala, Siena
  • Entropia. Utopia. Distopia., Galerie Primarei, Timisoara
  • 2020 ARTEOLOGIA – Oltre l’Etica, Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza
  • Il Carattere dell’Arte, ARTantide.com
  • 2021 Marco Gradi, Museo Zamak Belimarkovic di Vrnjacka Banja (Serbia)